Milano, 12 maggio 2026 – “L’approvazione della legge sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili rappresenta l’unica risposta possibile a obblighi europei che rischiano di avere un impatto pesantissimo sul nostro territorio e sulla nostra agricoltura”. Lo dichiara il consigliere regionale della Lega Giovanni Malanchini, a margine dell’approvazione in Consiglio regionale della Lombardia del progetto di legge relativo all’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. “Regione Lombardia ha fatto tutto il possibile per limitare lo scempio che potrebbe derivare da norme europee costruite senza tenere conto delle caratteristiche dei territori e dei nostri modelli produttivi. Gli impianti agrivoltaici, al di là del nome, in molti casi sottraggono suolo agricolo e mettono in difficoltà attività consolidate, senza portare benefici reali agli agricoltori. Dietro questi progetti troppo spesso ci sono grandi gruppi interessati soprattutto ai contributi pubblici, mentre chi lavora davvero la terra si ritrova a subire decisioni calate dall’alto. Le coltivazioni compatibili con questi impianti sono limitate e spesso non sostenibili economicamente per le nostre aziende agricole”. “Tutto nasce da scelte europee precise, a partire dalla direttiva Red II e dalle successive norme che hanno imposto alle Regioni obiettivi fuori da ogni logica. Oggi, però – prosegue il consigliere, chi in Europa ha sostenuto quelle politiche prova a scaricare le responsabilità sui territori. È troppo comodo lamentarsi adesso dopo aver votato per anni provvedimenti che hanno messo in difficoltà agricoltori e amministrazioni locali”. “La Lega è stata tra le poche forze politiche a opporsi con coerenza a questa impostazione ideologica del Green Deal europeo. Noi continueremo a difendere il territorio, il paesaggio agricolo lombardo e chi – conclude Malanchini – ogni giorno lavora e produce valore nelle nostre campagne”.

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