Forza nell’agroalimentare

Il manifesto dell’agricoltura lombarda

INTENSIFICAZIONE SOSTENIBILE

Questo è il modello lombardo, ritenuto valido anche dalla Fao. Garantire produttività e sostenibilità, aumentare la capacità per ettaro, garantendo qualità e sicurezza per rafforzare la sovranità alimentare grazie a una migliore professionalizzazione agricola.

INNOVAZIONE

E’ la via che coniuga sostenibilità ambientale ed economica. Serve un’agricoltura 4.0 in tutti i settori (agronomico, irriguo tecnologico).

NO AL CIBO SINTETICO

La Regione Lombardia è protagonista in questa campagna per la difesa del cibo vero. No al cibo sintetico sulle tavole delle famiglie e nelle mense pubbliche (partendo dalle scuole).

GENETICA GREEN

Sì all’innovazione genetica di ultima generazione per rendere resiliente la nostra agricoltura al cambiamento climatico. La Lombardia sarà apripista.

GIOVANI E SOSTEGNO ALLE SCUOLE

Più sostegno ai giovani imprenditori agricoli, aumentare gli aiuti Psr, nuove politiche e strumenti di accesso al credito. Innovazione e ricambio generazionale vanno di pari passo.

FILIERA

Sempre più visione e organizzazione di filiera, rafforzamento del ruolo degli agricoltori, equa distribuzione dei profitti e piena attuazione della normativa sulle pratiche sleali.

EUROPA

Maggior protagonismo regionale in Europa, centro delle politiche agricole nei prossimi anni. Ufficio agricoltura a Bruxelles negli spazi di Casa Lombardia.

ACQUA

Innovazione e gestione. Acque reflue, invasi con zero burocrazia, innovazione aziendale e scuola regionale di formazione irrigua.

AGRICOLTURA È AMBIENTE

Vanno di pari passo. Agricoltori più protagonisti nella gestione delle aree protette, investimenti per abbattere le emissioni, distribuzione allevamenti più razionale, sostegno all’energia green prodotta dalle stalle.

RICERCA

Un piano regionale pluriennale di sostegno alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare.

AREE INTERNE

L’agricoltura come motore di sviluppo delle aree interne, sostegno ai Gal, coinvolgimento e deleghe per comunità montane e province. Potenziamento degli agriturismi e multifunzionalità agricola (sport, integrazione, socialità).

UNA FILIERA LOMBARDA DEL LEGNO

Foresta è economia, lavoro, ambiente, cultura, identità. Rafforzare la filiera in montagna e in pianura (pioppicoltura). Lotta al bostrico, un marchio del legno lombardo, recupero delle aree demaniali e valorizzazione dei servizi ecosistemici.

Il Vino come ambasciatore del territorio bergamasco

Il Vino prodotto in Bergamasca rappresenta senza dubbio un player fondamentale per la promozione del territorio e, come accade nella maggior parte delle regioni vitate esistenti in Italia che all’estero, ne rappresenta anche l’ambasciatore. Lo sviluppo del turismo enogastronomico registrato negli ultimi anni è in continua crescita ed è in grado di attrarre visitatori e turisti, interessati ad assaggiare prodotti tipici e specialità locali, accompagnati da una buona etichetta.

Se nel 2016 soltanto il 21% dei viaggiatori intervistati aveva svolto almeno un viaggio con principale motivazione legata all’enogastronomia nei tre anni precedenti, nel 2021 la percentuale è cresciuta fino al 55% e il trend prosegue anche oggi con sempre più slancio. La Bergamasca vanta numerose produzioni di eccellenza, dalla Val Pontida alla Val Calepio, a cui si aggiungono nuove sfide legate alla viticoltura di montagna che, causa i cambiamenti climatici, si stanno affacciando anche nella nostra provincia.

I due consorzi di tutela, Valcalepio e Moscato di Scanzo, fanno il possibile per raggruppare le principali aziende produttrici di vino, portando avanti politiche di promozione comune. A questi si aggiunge l’operato portato avanti dalla Strada del Vino Valcalepio e dei Sapori della Bergamasca, che raggruppa produttori di vino ma anche di altre specialità gastronomiche, oltre ad enti, associazioni, comuni, istituzioni e realtà di promozione turistica. Nei prossimi anni sarà fondamentale e indispensabile il supporto di Regione Lombardia, in modo da promuovere a fattor comune le attività come la partecipazione a fiere e manifestazioni, nonché le missioni all’estero. Fare squadra oggi è sempre più fondamentale e rappresenta un’azione in grado di fare la differenza nella competizione nei confronti di altri territori.

Negli ultimi tempi la Bergamasca, complice lo sviluppo dell’aeroporto Il Caravaggio (terzo scalo in Italia) si è aperta sia ai visitatori italiani che ai turisti stranieri. Il riconoscimento a Capitale della Cultura 2023 e le Olimpiadi di Milano- Cortina 2026 (dove Bergamo è baricentrica e offre l’infrastruttura aeroportuale) consentiranno un ulteriore sviluppo del settore ricettivo con implicazioni molto positive anche per quanto concerne l’aspetto occupazionale con la creazione di nuovi posti di lavoro per le prossime generazioni. Mantenere i giovani sul territorio è di fondamentale e strategica importanza, soprattutto nel settore dell’accoglienza che dopo la pandemia è stato in grado di riprendersi mostrando tutte le sue grandi potenzialità. L’enoturismo e la capacità di organizzare tour, visite didattiche e guidate in cantina, ma anche pic nic in vigna, rappresenta un altro tassello fondamentale. Se fino a pochi anni fa era difficile trovare aziende agricole e vitivinicole pronte ad aprire le loro porte ai visitatori, oggi “cantine aperte” non è solo un format organizzato in determinati fine settimana lungo l’anno, ma rappresenta la normalità per molte realtà.

Anche in questo caso si genera un indotto che rimane sul territorio e permette nuovi investimenti anche in ambito enoico. La qualità delle produzioni vitivinicole è decisamente cresciuta negli ultimi anni e la testimonianza arriva anche dall’organizzazione di due concorsi enologici (Emozioni dal Mondo e Serendipity Wines) che hanno scelto Bergamo come sede di svolgimento.

In futuro occorrerà trovare ancora maggiori risorse e una progettualità in grado di proseguire la crescita coinvolgendo tutti gli attori della filiera, compresi i ristoratori che negli ultimi tempi stanno implementando le carte dei vini con le etichette del territorio bergamasco. Dal punto di vista strategico, anche la Strada del Vino Valcalepio e dei Sapori della Bergamasca opera per lo sviluppo del territorio puntando ad una forte operazione di aggregazione turistico culturale in grado di far sorgere e mantenere nel tempo una rete relazionale e sinergica tra attori appartenenti a differenti categorie economiche, partendo chiaramente dalla promozione dei prodotti enogastronomici del territorio. La storia della cultura enoica bergamasca merita di essere raccontata e di rimanere a futura memoria per le attuali e per le prossime generazioni che potranno tramandare ricordi e nozioni del comparto vitivinicolo e delle zone di produzione, dando visibilità alla passione dei singoli produttori e alle loro etichette.

Dati

aziende orobiche produttrici di uva
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aziende che imbottigliano con etichette proprie
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mila ettolitri produzione prevista
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milioni di bottiglie Doc Valcalepio e Terre del Colleoni
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milioni di bottiglie a Indicazione Geografica
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mila Spumante Metodo classico, di cui 100 mila Doc Terre del Colleoni e 60 mila bottiglie da mezzo litro di Moscato di Scanzo Docg
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