Una sola salute

Welfare e sostegno alle famiglie

La valutazione dei livelli di fragilità presenti a livello territoriale parte dall’analisi delle condizioni familiari. La famiglia è il primo presidio di welfare considerando l’assistenza ai bambini, anziani, il sostegno ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro. La necessità di creare a livello territoriale dei servizi aziendali a vantaggio dei caregivers che si occupano di bambini, anziani e di persone non autosufficienti, potrebbero interfacciare i nuovi bisogni della famiglia. Considerando questo aspetto è fondamentale creare rete per identificare degli interventi a sostegno dei genitori lavoratori, introduzione di indennità e di nuovi strumenti come il Reddito di Emergenza destinato ai nuclei familiari più in difficoltà. I principali strumenti da mettere in atto riguardano: bonus per acquisto servizi di baby-sitting, congedi parentali, lavoro agile e sostegno alla scuola, potenziando i fondi per l’assistenza e i servizi per la disabilità e didattica per studenti con disabilità.
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Sistema sociosanitario a casa del cittadino

Garantire un sistema sociosanitario sempre più vicino al cittadino, la casa diventa il luogo di cura e di assistenza domiciliare e telemedicina. L’utilizzo di nuove tecnologie per assistere al domicilio con la presenza di devices sensoriali per tracciare le condizioni cliniche e per aiutare anche i caregivers a prendersi cura dei propri familiari. La formazione per potenziare l’utilizzo di questa nuova tecnologia costituisce uno strumento fondamentale per incrementare l’alfabetizzazione digitale. Applicare nei percorsi clinici ed assistenziale, previa presenza dei criteri eligittibilità, l’utilizzo di una piattaforma di telemedicina ed i servizi ad essa associati, quali: Televisita, Teleconsulto, Teleassistenza, Telemonitoraggio base (livello 1), Telemonitoraggio avanzato (livello 2). Il fulcro principale della telemedicina riguarda il servizio di Telemonitoraggio, definito come una modalità operativa della Telemedicina che permette il rilevamento e la trasmissione a distanza di parametri vitali e clinici in modo continuo, per mezzo di sensori che interagiscono con il paziente. Altro elemento fondamentale che permette il coinvolgimento degli operatori sanitari il servizio di Teleassistenza, relativa alla professione sanitaria basata sull’interazione a distanza tra un operatore sociosanitario e l’assistito, con eventuale supporto di un “caregiver”, attraverso l’impiego di strumenti tecnologici che permettano lo svolgimento della prestazione tramite videochiamata. Durante l’erogazione dell’attività di cura e supporto da remoto, devono essere previsti la condivisione di dati clinici e lo scambio di immagini tramite opportuni servizi applicativi che consentano la fruizione di materiale digitale riguardante specifiche attività e la somministrazione di questionari. L’obiettivo finale di tali requisiti è quello di agevolare il corretto svolgimento di attività assistenziali eseguibili prevalentemente a domicilio, programmate e ripetibili in base a specifici programmi di accompagnamento dell’assistito. Il servizio di Teleassistenza può essere integrato con altre attività medico-sanitarie volte allo svolgimento del processo di diagnosi e cura del paziente, sia che esse rientrino nell’ambito della Telemedicina, sia che vengano erogate in presenza.

La casa come luogo di cura e di assistenza

Mappare a livello territoriale la rete dei servizi di prossimità, quali le Case di Comunità dell’ASST Bergamo Est, dell’ASST Bergamo Ovest e Papa Giovanni XXIII, integrate ai servizi di assistenza domiciliare (ADI) a sostegno delle famiglie e dei cittadini che presentano patologie croniche e non solo. Fondamentale è garantire una standardizzazione organizzativa con modelli socio-sanitari per agevolare l’assistenza territoriale ed abbattere le problematiche che riguardano le liste di attesa. Per standardizzare i processi territoriali è fondamentale applicare modelli di intelligenza artificiale per analizzare i dati sanitari presenti in diversi repository aziendali e che spesse volte non considerano la storicizzazione delle condizioni cliniche dei cittadini.

Migliorare l’accesso per tutti alle cure e ridurre i tempi di attesa

Garantire un’alleanza tra la gestione dei servizi socio-assistenziali pubblici e privati e monitorare i tempi di attesa attraverso l’applicazione di algoritmi che utilizzano sistemi di deep learning per identificare i punti di forza e di debolezza del sistema, mediante sistemi di business intelligence applicabili a livello territoriale e di clinical decision support system (CDSS) per agevolare i clinici ad identificare i livelli di complessità assistenziale ed intervenire potenziando i servizi per coloro che presentano un rischio elevato.

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L’attenzione ai più fragili

Riorganizzare il territorio della Provincia di Bergamo per identificare i livelli di fragilità sociale, psicologica e fisica con modelli di intelligenza artificiale ed indicatori standardizzati per mettere in rete i servizi con le ASST Bergamo Est, Ovest, Papa Giovanni XXIII con i flussi di dati presenti nell’ATS di Bergamo in modo tale da analizzare le risorse necessarie ed identificare la tipologia di servizi da garantire in riferimento al livello di fragilità mappato. Porre l’attenzione ai percorsi formativi sull’analisi della fragilità strutturando una rete tra le Università territoriali come l’Università di Bergamo e le Università della Facoltà di Medicina per creare progetti di ricerca che valorizzano l’inter-professionalità e le cross-competences su questi temi. Mantenere una rete ospedaliera e di emergenza di eccellenza, sviluppando la ricerca Fondamentale valorizzare una rete ospedaliera tra ASST Bergamo Est, Ovest, Papa Giovanni XXIII, per alleggerire le liste di attesa in Pronto Soccorso coinvolgendo anche le Aziende private per snellire i tempi di attesa. Creare progetti di ricerca tra i clinici e gli ingegneri per fare rete tra l’Università di Ingegneria di Bergamo e le Università delle Facoltà di Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie. Strutturare a livello territoriale un percorso accademico di dottorato di ricerca nella Provincia di Bergamo, dove l’innovazione tecnologica applicata nel contesto socio-assistenziale può agevolare il sistema di riorganizzazione della sanità territoriale.

Attenzione alle professioni sanitarie per curare meglio

Creare una rete territoriale a partire dagli studenti in collaborazione con l’Università di Ingegneria di Bergamo oltre che con la Facoltà di Medicina per costruire insieme progetti per la sanità territoriale creando un percorso formativo sui nuovi modelli organizzativi. Identificare la numerosità delle IFeC territoriali che lavorano per le Case delle Comunità dell’ASST Bergamo Est, Ovest, Papa Giovanni XXIII per pianificare l’assistenza sanitaria con nuovi strumenti digitali, mediante l’utilizzo dell’applicativo Sistema per la Gestione Digitale del Territorio (SGDT) e la teleassistenza e per valutare le differenti tipologie delle fragilità sociali, psicologiche e fisiche.

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Investire in innovazione per migliorare accessibilità e qualità delle cure

Creare rete tra le Università di Bergamo e le Facoltà di Medicina e Chirurgia per effettuare progetti mirati a creare nuovi modelli organizzativi ed assistenziali a livello territoriale incrementando l’utilizzo della telemedicina, sostenendo i caregivers, i pazienti ed i clinici. Analizzare dati utilizzando modelli di Intelligenza Artificiale per standardizzare e rendere maggiormente strutturati i dati analizzati nel contesto socio-assistenziale, rafforzando la rete tra i servizi presenti a livello territoriale per pianificare attività mirate di follow-up e di prevenzione per i cittadini.

Prevenzione e benessere: approccio One Health

Costruire un modello organizzativo multidisciplinare valorizzando le cross-competences di chi ne fa parte, attuando programmi mirati di prevenzione per quanto riguarda il monitoraggio dei focolai di patologie zoonotiche negli animali e nei cittadini, migliorare la sicurezza alimentare, ridurre le infezioni resistenti agli antibiotici, incrementando attività di monitoraggio da parte dei CIO Comitati Infezioni Ospedaliere ed attuando sistemi di alert inseribili nelle Cartelle Cliniche Elettroniche CCE, proteggere la sicurezza sanitaria globale, interagendo con modelli di Intelligenza Artificiale per rafforzare l’utilizzo dei big data nel contesto sia sociale che sanitario e proteggere la biodiversità.
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Giovani e le giovani generazioni

Strutturare progetti mirati a livello territoriale creano rete con le scuole presenti nella Provincia di Bergamo, individuando spazi comuni con la creazione di uno scambio generazionale tra anziani e giovani per incrementare su determinati temi l’alfabetizzazione digitale, culturale o storica dei paesi di provenienza. Responsabilizzare i giovani a collaborare nel mondo di lavoro effettuando stage mirati ed indicati nei piani didattici o a prendersi cura delle persone più fragili abbattendo le condizioni di solitudine sociale.