Zone economiche speciali: Dal Veneto parte il coordinamento delle Regioni del Nord. Opportunità anche per le imprese lombarde e bergamasche

Milano, 22 ottobre 2026 – “Le imprese del Nord hanno bisogno di condizioni che consentano loro di continuare a investire e competere. La proposta di legge sulle Zone economiche speciali presentata alla Camera da Riccardo Molinari apre una discussione importante, che riguarda da vicino anche la Lombardia e il sistema produttivo bergamasco. Lunedì ho infatti presentato in Consiglio regionale una mozione di cui sono primo firmatario per sostenere questo PDL”. Così Giovanni Malanchini, consigliere regionale della Lega, presidente della Commissione speciale Autonomia e Riordino autonomie locali e rappresentante lombardo nel Comitato europeo delle Regioni, intervenendo oggi in Veneto nell’ambito dell’iniziativa di coordinamento politico interregionale a sostegno della proposta di legge sulle ZES.

“Bergamo è una provincia con una forte presenza di imprese manifatturiere, artigiane e agricole, molte delle quali lavorano sui mercati internazionali. Chi fa impresa deve affrontare costi, adempimenti e una concorrenza sempre più impegnativa. Per questo – spiega Malanchini – ritengo importante ragionare su strumenti che possano semplificare le procedure, favorire nuovi investimenti e sostenere l’occupazione. Non possiamo pensare che le difficoltà delle aziende si fermino ai confini delle aree che già beneficiano di misure speciali”. Malanchini sottolinea anche il valore del confronto avviato tra le Regioni settentrionali. “L’iniziativa partita dal Veneto è importante perché su questi temi è utile costruire una posizione comune. Come presidente della Commissione Autonomia in Lombardia e nel mio ruolo al Comitato europeo delle Regioni sono convinto che le politiche economiche debbano tenere conto delle caratteristiche dei territori. Non esistono soluzioni identiche per tutti e proprio per questo occorre ascoltare le imprese e gli amministratori locali. Il lavoro che si apre adesso dovrà servire a individuare proposte sostenibili e compatibili anche con le regole europee. L’obiettivo – conclude – è permettere alle nostre aziende di investire con meno ostacoli burocratici e dare nuove opportunità ai territori. È un confronto al quale intendo contribuire anche portando le esigenze della Lombardia e della Bergamasca”.

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